SNOEZELEN

stanze terapeutiche multisensoriali, aree relax

“Con la Paola sono stato in una stanza tutta colorata ed insonorizzata. aspetta, non mi ricordo come si chiama. C’era un microfono, uno strumento musicale con lamelle tutte d’oro da sfiorare con il dito, anzi con la mano. Poi un telecomando.. sembrava di essere in discoteca.. c’era una palla ruotante tutta fatta d’argento che girava pianino. Ho avuto una sensazione di tornare nel passato negli anni ’70. La stanza era insonorizzata, c’erano delle palline rosse, un microfono e un telecomando su una specie di divano tutto bianco. Io pigiavo i bottoni e s’illuminava tutta la schiena anzi mi faceva un massaggio su e giù. Mi è piaciuto mi dava un senso di tranquillità. Poi c’erano dei pulsanti che cambiavano i colori della stanza (rosso, giallo, verde). Mi è piaciuto il verde. Mi è piaciuto tutto..”

Un utente
Anffas Firenze

SNOEZELEN | può essere di aiuto nell’affrontare in modo più completo il proprio corpo come fonte di percezione e conoscenza. E un’esperienza totale, rivolta alla persona nella sua globalità, soprattutto motivante poiché si rivolge alle potenzialità piuttosto che ai deficit. E’ l’uso dei sensi primari che alimenta il processo di significazione della coscienza individuale, rappresentando il ponte tra l’Io interno e la realtà

esterna, alla base di ogni esperienza di scelta e di indirizzo dei processi del conoscere. L’integrazione multisensoriale diviene quindi un approccio riabilitativo che utilizza una serie di effetti di luce, uditivi, gustativi, ed olfattivi, accompagnati da forme e superfici tattili, utilizzati strategicamente per stimolare.

COSA | Nasce in Olanda ed è un’attività rilassante, mirata soprattutto alle gravi disabilità cognitive e ad una considerevole anzianità di vita. Le due situazioni unite insieme, come sappiamo, sono i presupposti di un’accelerazione del completo decadimento fisiopsichico, che pensiamo di poter rallentare unendo, sia un potenziamento del trattamento motorio, che un nuovo modello di trattamento psichico, chiamato appunto Snoezelen. Costruendo una serie di esercizi guidati e razionali, questa filosofia parte dalla considerazione che, per mantenere qualunque forma di interesse per le cose, è necessario che l’azione sia supportata dall’esistere di una motivazione; questa non può che essere un aumento o ritrovamento di una curiosità ed una capacità di afferrare nuovi stimoli e nuovi interessi. Lo Snoezelen, un’esperienza esclusivamente sensoriale, appare perfettamente in grado di aiutare il raggiungimento di queste finalità poiché non opera attraverso aspetti cognitivi ma attraverso la dimensione del divertimento e del piacere, favorendo un diverso incontro con la realtà. In questo modo mira quindi ad un recupero delle capacità motivazionali e cosa fondamentale, si rivolge alle potenzialità più che ai deficit, con lo scopo di spingere l’utente a fare delle scelte senza avere obiettivi prefissati, diventando da oggetto della terapia a soggetto. Attraverso questi presupposti si arriva alla creazione di un’atmosfera rilassante e ludica, che sia un ambiente “altro” rispetto alla realtà quotidiana, dove gli elementi compositivi della stanza sono gli stessi strumenti di riabilitazione, basati appunto sulla stimolazione sensoriale: bagni di luce e colore, aromi e essenze, musica e atmosfera uditiva, proiezione visiva e superfi ci tattili. Questi elementi saranno caratterizzati da forme e superfici semplici e armoniose, progettate e utilizzate per stimolare i sensi primari.

Senza titolo-1.indd

CHI | Originariamente lo Snoezelen era destinato a bambini nati con handicap, a utenti con insufficienze mentali e a persone poli-handicappate, con handicap motori e mentali associati; in seguito infine si è rivolto a traumatizzati post incidente, che avevano mal recuperato dal coma. Oggi i campi di applicazione dello Snoezelen sono i più svariati, dalle persone afflitte da Parkinson, Autismo, Alzheimer, alle stesse famiglie degli utenti che possono utilizzarla come sostegno psichico, fino alla semplice creazione di zone di rilassamento all’interno di aree benessere. Questa filosofia ha come fine dunque di creare luoghi dove saranno proposte stimolazioni sensoriali, ovvero degli ambienti che a seconda dello sviluppo mentale e motorio del fruitore potranno essere contraddistinte in tre diverse categorie:

Sale di scoperta: dirette a persone che hanno capacità motoria sufficiente per spostarsi, salire, scendere, rotolare e arrampicarsi

Sale di rilassamento: basate sulla creazione di ambienti dove si gioca con luce, musica, aromi, gusto e tatto

Sale di interazione: progettate in maniera tale da proporre soluzioni che reagiscono alle sollecitazioni del fruitore come ad esempio pareti, soffitti e pavimenti luminosi che si modificano quando il soggetto interagisce premendo dei pulsanti; musiche scelte o abbinate ai colori in modo da stimolare i gusti delle persone

Tutte queste soluzioni devono essere semplici in modo che il soggetto venga stimolato a fare delle scelte in autonomia, secondo il proprio ritmo vitale, senza prefiggersi degli obiettivi da ottenere ma semplicemente come un contatto con il piacere.

Senza titolo-1.indd

COME | La progettazione delle stanze multisensoriali Snoezelen deve essere intesa come progettazione di un immaginario diverso dalla realtà quotidiana e pertanto prevedere una serie di azioni e input coordinati nella composizione di uno scenario che offra stimoli sensoriali a tutti i livelli. Il nostro metodo di lavoro è quello di basarsi su una filosofia che guidi la composizione del progetto, basandosi sulle esigenze specifiche, le necessità, i desideri e gli spunti dati dagli utenti. Non si tratta mai di una progettazione standard, ma al contrario di una composizione ad hoc, diversificata, in modo da rispondere ogni volta ad un problema diverso. Per far questo si parte dalla collaborazione con l’equipe medica di riferimento, in un rapporto continuo, biunivoco, che continua nel tempo: dalla richiesta, alla progettazione, alla realizzazione, fi no al futuro e alla valutazione dell’esperienza terapeutica. Il nostro studio, al centro della progettazione, si propone di coordinare le richieste e le esperienze dell’utenza, trovando adeguate risposte e andando a comporre una stanza attraverso una progettazione integrata, che unisca: conoscenze scientifi co-psicologiche (co PSICO) a guidare le scelte progettuali; estetica e funzionalità (co DESIGN) per l’elaborazione di un DESIGN EMOZIONALE, capace di stimolare i sensi, adattandosi alle singole esigenze dell’utenza secondo una progettazione mirata dell’oggetto; strumenti tecnologici (co TECH) atti a realizzare un sistema integrato di stimolazione, dove coordinare ad esempio l’audio con il video, con la vibrazione, con la luce o con i colori, oppure gestire e controllare la ripresa delle telecamere, la catalogazione, e quindi l’interpretazione delle registrazioni.

Senza titolo-1.indd

In questo caso il progetto si basa sulla realizzazione di uno spazio di interazione. Tutto ruota intorno all’esigenza di mettere in grado il fruitore di essere stimolato in maniera autonoma e indipendente. L’utente è libero quindi di scegliere il tipo di suggestione e stimolazione sensoriale, derivante dalla creazione di una pulsantiera, con la quale è possibile attivare un processo di cromoterapia, musicoterapia e  aromaterapia simultaneamente. Questo si è reso possibile creando una maschera con pulsanti a 4 colori (rosso-l’eccitazione, verde-l’equilibrio, blu-la calma, bianco-l’ambiente neutro per relazioni facilitate). Applicando per esempio una pressione sul pulsante blu la stanza si colorerà interamente di blu ed inoltre il paziente avrà la possibilità di poter modulare l’intensità della luce operando una diversa pressione sul pulsante. Con il cambio di colore partirà una musica e si diffonderà nell’aria un aroma, creando un nesso fra luce, colore, musica e profumo, nel tentativo di risvegliare nel soggetto potenzialità represse come l’associazione di più stimoli contemporaneamente. Oltre a questa esperienza sensoriale la stanza si compone di vari accessori per l’interazione e il rilassamento come una poltrona vibrante con telecomando, una vasca con palline, un microfono con amplificatore, fibre ottiche e vari oggetti musicali. Le vernici con le quali la stanza è stata dipinta sono completamente atossiche e danno la possibilità al soggetto di leccare tali superfi ci. La vicinanza e il continuo interscambio con l’equipe medica ci ha permesso di apportare modifiche in base al tipo di reazione del soggetto, dimostrandosi fondamentale nel processo realizzativo di tali ambienti. (ANFFAS Firenze)

Senza titolo-1.indd

Il progetto prevede un giardino sensoriale, sviluppato come percorso di interazione. Si presenta come luogo racchiuso,

sicuro ed esclusivo, dove abbandonarsi alle sensazioni. La letteratura medica suggerisce un camminamento circolare, che riduca o annulli lo stato di sofferenza, oltre a dar fi ducia ai ragazzi, che possono così vedersi reciprocamente. In questo caso è la vegetazione che diventa lo strumento terapeutico, realizzato secondo uno ”zoning” che stimoli i cinque sensi. La prima zona, basata sulla cromoterapia, prevede una parete variegata di essenze di colore molto forte; la seconda, dedicata all’aromaterapia, con il fine del riequilibrio dell’umore, prevede una parete di piante aromatiche, che risveglino ricordi ed emozioni; l’ultima, dedicata al tatto, si basa su manipolazione ed esplorazione delle superfi ci vegetali, creando una reazione immediata. Il proseguimento del percorso è guidato da una fontana che attrae con il movimento e il suono dell’acqua. Al centro invece due grandi piante di agrumi con altoparlanti che riproducono i suoni della natura: trait d’union dei cinque sensi. Alla fi ne del percorso lo spazio dedicato all’ortoterapia, per alleviare stress e depressione con benefici fisici, sollecitando l’attività motoria, e di umore, combattendo l’isolamento e creando aspettativa nel tornare e godere del risultato. L’orto è infine arricchito da un innovativo impianto acquaponico, dando un ulteriore stimolo interazionale. Ultima particolarità del progetto: il pavimento, ovvero una composizione in verde di piccolissimi sassi, fornendo una stimolazione che combina il verde del prato e il sasso dei percorsi, percepita soprattutto “tattilmente” camminando scalzi sulla superficie irregolare. (ANFFAS Prato)

Senza titolo-1.indd

Questo progetto propone una stanza di relax, rivolta ad adulti soggetti da disturbo autistico, in gravi condizioni cognitive e spesso motorie. La forma della stanza va a creare in primis un ambiente rassicurante e avvolgente, come a ricordare l’utero della madre. L’atmosfera di penombra è prevalsa dal blu, colore della calma, emanata attraverso il morbido controsoffitto, mosso come cirri di nuvole e illuminato da piccole luci come un cielo stellato.

Il fulcro del progetto si basa sull’esperienza diretta trasmessa dall’equipe medica, a proposito della stimolazione tattile ottenuta attraverso le vibrazioni di uno strumento musicale, capace di amplifi care le stimolazioni uditive e quindi le reazioni dell’utente, che siano di piacere o sofferenza. Da questo spunto nasce questa enorme cassa armonica, dove il pavimento in legno vibra in base alla musica o al video trasmessi, facendo godere all’utente sdraiato a terra la massima e contemporanea stimolazione dei sensi. L’atra forza del progetto è la “terapia dell’abbraccio” suggerita dall’equipe medica come utile tencica riabilitativa e ottenuta con una poltrona espressamente progettata, capace di avvolgere l’utente per abbandonarsi in un abbraccio rassicurante e contenitivo. Questa sensazione di sicurezza è ampliata inoltre da un separé di fi bre ottiche che racchiudono l’angolo dedicato al relax in uno spazio confortevole. Da qui si potrà farsi attrarre da una parete di acqua e bolle d’aria che si muovono e cambiano colore, e la videoproiezione di immagini, che risvegliano emozioni e ricordi. Si svilupperanno così, oltre al rilassamento, le capacità attive di concentrazione e attenzione, immergendosi in un ambiente quasi magico dove convogliano musica, colore, aromi, vibrazioni, immagini e scenari. (PAMAPI Firenze)

Senza titolo-1.indd

Questo progetto propone una stanza rivolta ad adulti ed anziani soggetti da Parkinson, che prevede un doppio utilizzo di due spazi collegati tra di loro: uno dedito all’interazione ed uno più piccolo e raccolto per il relax. Nel primo ambiente il soggetto è sottoposto ad ogni tipo di stimolazione sensoriale, in una combinazione che unisce la riabilitazione fisica a quella mentale. Infatti sono previsti prima di tutto degli artifi ci che aiutino a superare gli ostacoli e la difficoltà dovuti alla disabilità, come ad esempio il freezing of gait, oltre alla predisposizione di due pareti sensoriali, che uniscono la tattilità, all’aromaterapia e al gusto. La riabilitazione viene fatta quindi in un ambiente altro rispetto alla realtà quotidiana, dove non si immaginerà di fare esercizio fisico, ma piuttosto di camminare immersi nella natura, venendo avvolti dalle immagini riprodotte e ascoltandone i suoni amplificati. Il secondo spazio invece porta all’estremo il concetto di bagno di luce, venendo completamente immersi in un’atmosfera cromatica e luminosa, scelta liberamente nelle combinazioni dall’utente. In questa zona si prevede inoltre un tessuto morbido che scaldi l’atmosfera ed un lettino ad acqua che diffonda le vibrazioni della musica riprodotta, in modo da trasmettere degli stimoli sensoriali tattili, molto importanti per la riabilitazione di questi utenti. Questi due spazi saranno comunicanti, ma anche separati, in modo che più fruitori possano usufruirne contemporaneamente. In questo caso particolare infatti, la stanza non è stata progettata solo per i pazienti, ma anche per dar sollievo alle loro famiglie e soprattutto ricreare un dialogo e una comunicazione tra di loro, lasciandosi cullare e trasportare in un’altra realtà, dove relazionarsi e vivere meglio insieme. (ASS. PARKINSON Modena)